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Recensione del libro "Crimini relazionali" - Il Giorno, 6 giugno 2019

Di Ruben Razzante

Milano, 6 giugno 2019 - Nell'Unione europea la quota delle famiglie con accesso a Internet è cresciuta significativamente nell’ultimo decennio. Il più recente rapporto Censis sulla comunicazione traccia un quadro di giovanissimi sempre connessi, con un bisogno di controllare tra le 10 e le 20 volte all’ora l’eventuale arrivo di notifiche sul telefono e sul pc. È ormai fondamentale leggere la realtà in un’ottica digitale. Bullismo, mobbing, stalking e molestie in generale continuano a essere temi al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni.

Tali fenomeni si potenziano attraverso la Rete secondo modalità innovative e mantengono inalterata la natura di azione persecutoria, con conseguenze reali sulla vittima. Isabella Corradini, psicologa sociale e criminologa, direttore scientifico del Centro ricerche Themis e co-fondatore del Link&Think Research Lab, nel suo libro “Crimini relazionali nell’era digitale, conoscere per prevenire” (Edizioni Themis), prende in esame questi fenomeni di sopraffazione in una prospettiva di comparazione, partendo dalla loro descrizione originaria, arrivando alla loro manifestazione digitale e analizzandoli nel contesto primario in cui si realizzano: la scuola, il posto di lavoro e la sfera privata della vittima. Possono esserci casi di sovrapposizione, tenuto anche conto che i confini tra vita privata e professionale tendono a dissolversi con la digitalizzazione e con l’affermarsi di nuovi modelli organizzativi come è, ad esempio, lo smart working. Per affrontare questi crimini relazionali si deve rimettere al centro la dimensione umana rispetto a quella digitale e occorre educare ad un uso consapevole dei nuovi strumenti di comunicazione.

In occasione della Giornata Internazionale della famiglia promossa dall’Onu, che si è celebrata il 15 maggio, anche Samsung ha proposto una serie di consigli utili a vivere al meglio il rapporto con smartphone e nuove tecnologie tra le mura domestiche. È necessario, in primo luogo, che i genitori diano il buon esempio e che in famiglia vengano stabilite regole condivise. È raccomandabile installare filtri, parental control e condivisione della posizione. E imparare che i telefoni di ultima generazione possono essere strumenti di informazione e di facilitazione dei rapporti sociali.

https://www.ilgiorno.it/commento/crimini-relazionali-1.4632448?fbclid=IwAR0FerJZ_KKlUaLoAog7ya4KqYPzd9Qy42X4bfQNkFWPdNjLa7X_ihqruGo 

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